Chi ha il coltello dalla parte del manico?

Psst…non è il macellatore!

Quando pensiamo agli orrori dei macelli, verrebbe spontaneo accusare il macellatore, che con gesti automatici sgozza freddamente un animale dopo l’altro, incurante delle loro urla.
C’è chi invece incolpa in modo generico “le aziende che producono la carne”.

Ma è veramente cosi?
La risposta, secondo noi, è no.

Innanzitutto è bene considerare che la maggior parte dei lavoratori di macelli e allevamenti provengono da categorie sociali svantaggiate con un accesso limitato al mercato del lavoro, che devono accontentarsi di fare quello che nessuno vuole.

Le telecamere nascoste e le inchieste sotto copertura, hanno portato alla luce gravissimi abusi nei confronti degli animali da parte dei lavoratori di questi ambienti, molti dei quali effettuati per pura goliardia o per rispondere alla “disobbedienza” degli animali.
Davanti a questi comportamenti è normale indignarsi, ma bisogna chiedersi: perché succede?
Uccidere e abusare, per lavoro, decine o centinaia di animali indifesi ogni giorno, che urlano per scappare, nuoce gravemente alla psiche dei lavoratori. Molti di loro hanno testimoniato di dover “far finta che sia un film” per riuscire a svolgere le proprie mansioni. In altre parole, auto-convincersi che quegli orrori che sono costretti a commettere non siano la realtà. Ecco perché, ai loro occhi, l’animale diventa irreale, qualcosa che non può provare dolore o altre emozioni: ecco che ucciderlo diventa più facile e l’abuso divertente.

Dovremmo incolpare i grandi potenti dell’industria della carne, del latte e delle uova? Per quanto si stiano arricchendo grazie a un business crudele, stanno semplicemente rispondendo al motore di tutto: la domanda.

Innanzitutto è bene considerare che la maggior parte dei lavoratori di macelli e allevamenti provengono da categorie sociali svantaggiate con un accesso limitato al mercato del lavoro, che devono accontentarsi di fare quello che nessuno vuole.

Le telecamere nascoste e le inchieste sotto copertura, hanno portato alla luce gravissimi abusi nei confronti degli animali da parte dei lavoratori di questi ambienti, molti dei quali effettuati per pura goliardia o per rispondere alla “disobbedienza” degli animali.
Davanti a questi comportamenti è normale indignarsi, ma bisogna chiedersi: perché succede?
Uccidere e abusare, per lavoro, decine o centinaia di animali indifesi ogni giorno, che urlano per scappare, nuoce gravemente alla psiche dei lavoratori. Molti di loro hanno testimoniato di dover “far finta che sia un film” per riuscire a svolgere le proprie mansioni. In altre parole, auto-convincersi che quegli orrori che sono costretti a commettere non siano la realtà. Ecco perché, ai loro occhi, l’animale diventa irreale, qualcosa che non può provare dolore o altre emozioni: ecco che ucciderlo diventa più facile e l’abuso divertente.

Dovremmo incolpare i grandi potenti dell’industria della carne, del latte e delle uova? Per quanto si stiano arricchendo grazie a un business crudele, stanno semplicemente rispondendo al motore di tutto: la domanda.

Quindi chi è il vero colpevole?
Il consumatore.

Ogni volta che al supermercato compriamo una confezione di prosciutto, stiamo dicendo all’industria che ne vogliamo ancora, che pagheremo per quel prodotto, e che devono fare nascere e uccidere altri maiali.
Cosa succederebbe se tutti smettessimo di comprare prodotti di origine animale? Forse l’industria continuerebbe a produrre a vuoto andando in perdita? È vero, gli stati ed i governi di tutto il mondo stanziano enormi fondi per sussidiare tutte questi settori, ma fino a dove possono arrivare?
Se crediamo che cambiare le cose semplicemente tramite i nostri acquisti non sia possibile, basta guardare cosa accade nel Regno Unito, dove Tesco (una nota catena di supermercati) sta chiudendo i banchi di carne e pesce in diversi punti di vendita, a causa della domanda in forte diminuzione.

In inglese si dice “vote with your dollar” (vota con il tuo dollaro), perché ogni Dollaro o Euro speso, indica all’industria per cosa il consumatore è disposto a pagare: per l’uccisione di un altro animale o per un prodotto 100% vegetale?

Accusare i lavoratori dei macelli o a chiunque altro, è un modo con cui il consumatore si toglie la responsabilità di dosso. Ma è proprio il consumatore ad avere le mani sporche di sangue.

“Loro” sgozzano gli animali perché la maggior parte delle persone, quel lavoro, non lo vuole fare.
Ma c’è davvero differenza fra uccidere un animale o pagare un’altra persona per farlo?