Fast Fashion

Quanto costa (veramente) il tuo vestito?

Chi di noi dice di non aver mai acquistato da brand come Zara, H&M o Forever21, probabilmente mente.
Il fast fashion è una continua tentazione, i capi proposti sono copie (più economiche) di quelli che sfilano sulle passerelle.

Ma come mai quei vestiti costano cosi poco? Ci sono forse dei costi nascosti?

Il modello Fast Fashion è un sistema che disegna, produce e distribuisce il più velocemente possible, e che propone sul mercato una grandissima varietà di prodotti permettendo ai consumatori di acquistare una grande quantità di moda a un prezzo basso.

Il lead time è il tempo che un prodotto impiega a percorrere tutta la filiera, dal disegno all’acquisto.
Nel 2012 Zara ha avuto un lead time di 2 settimane, Forever21 di 6 e H&M di 8. 

Purtroppo, a livello sociale ed ambientale, il prezzo di questa rapidità è molto alto.

Il settore moda produce circa il 10% delle emissioni di CO2 globali, un dato che è previsto in aumento del 60% entro il 2030. Inoltre quest’industria utilizza enormi quantità di acqua e inquina fiumi e mari tramite suoi processi produttivi.

Il mondo Fast Fashion non fa che amplificare questi effetti negativi sull’ambiente, non solo tramite la produzione, ma anche attraverso la promozione di un approccio alla moda che incentiva un consumo smodato e un continuo ricambio di vestiario, dove il “vecchio” capo che viene buttato per fare spazio al nuovo non ha che qualche mese, o nella migliore delle ipotesi, qualche anno. L’ormai antico concetto di “rammendare” e “riparare” ha lasciato il palco al “comprarlo nuovo” e l’atteggiamento per il quale le nostre madri e nonne conservano abiti vecchi di decenni è completamente sorpassato.
Mondialmente consumiamo circa 80 miliardi di nuovi capi d’abbigliamento ogni anno: il 400% in più dei consumi di 20 anni fa.
Un americano medio, produce 38 chilogrammi di rifiuti tessili ogni anno: la gran parte degli abiti acquistati finisce prestissimo nelle discariche, per far posto all’ultima, nuova, economica collezione.
Si stima che un camion pieno di vestiti viene bruciato o sepolto nelle discariche ogni secondo.

Ma a pagare caro il prezzo economico della fast fashion, sono anche i lavoratori impiegati in queste filiere.
L’80% dei capi d’abbigliamento viene prodotto da giovani donne tra i 18 ed i 24 anni, spesso in condizioni insalubri e con orari massacranti.
Nel 2018 il Dipartimento del Lavoro americano ha provato l’utilizzo di lavoro minorile e lavoro forzato in Argentina, Bangladesh, Brasile, Cina, India, Filippine, Vietnam: i paesi in cui viene prodotta la stragrande maggioranza dei vestiti che troviamo nelle grosse catene di fast fashion.

Questa è solo una panoramica molto generale dell’impatto che la fast fashion ha su ambiente e società, segui karmadillos.org per scoprire di più!

(Fonte: impakt.com).