Ricomincia il festival di Yulin

Il festival della carne di cane (e gatto) a Yulin, in Cina, è ricominciato

Il 21 Giugno 2021 è ricominciato a Yulin, in Cina, il festival della carne di cane.
Questo terribile avvenimento annuale celebra la tradizione, diffusa non solo in Cina ma in molti paesi asiatici, di mangiare la carne di cane e di gatto.

Durante 10 giorni cani e gatti saranno torturati e uccisi, spesso venendo bolliti vivi, per essere trasformati in cibo per i partecipanti.
Non bastasse l’orrore che questo festival incarna, sono sempre di più le testimonianze secondo le quali i cani ed i gatti uccisi al Festival Yulin vengono raccolti tra i randagi e addirittura rubati alle famiglie. È possibile vedere, infatti, cani e gatti che vengono macellati con ancora il loro collare addosso.
Le quantità richieste per il festival infatti sono superiori ai numero di animali che è possibile allevare, e per questo si cercano “fonti alternative”.

Questa ricorrenza ci indigna e ci sconvolge ogni anno, un po’ per le immagini cruente che vengono diffuse e un po’ perché qui da noi, cani e gatti sono membri della famiglia.
Eppure migliaia di altri animali vengono uccisi nello stesso modo proprio nelle nostre città e nei nostri paesi, per lo stesso motivo.
Che differenza fa se l’animale che viene strappato alla propria famiglia, isolato, torturato e ucciso è un cane o un vitello?
Che differenza fa se le violenze avvengono durante un festival, pubblicamente, o dietro alle porte chiuse di un macello o di un allevamento?
Nessuna.

Il festival di Yulin deve essere fermato, e con esso qualsiasi violenza su qualsiasi animale.
Ricorda anche che il festival di Yulin è solo un evento, ma la carne di cane e gatto viene consumata abitualmente in Cina, Indonesia, Vietnam e altre parti dell’Asia. Questo terribile mercato va combattuto tutto l’anno.

Se vuoi aiutare, ecco cosa puoi fare:
Sostieni le associazioni direttamente attive sul campo come Human Society International o Slaughterhouse Survivors. Queste associazioni salvano e cercano di trovare una casa per gli animali.
Diffondi tutte le notizie che trovi in merito al mercato della carne di cane e di gatto, non solamente durante Yulin e non solamente con riferimento alla Cina.
Diventa vegan: aiuta a creare un mondo in cui nessun animale è visto come cibo.


Come aiutare le api

Cosa fare se trovi un’ape in difficoltà

Spesso ci capita di trovare un’ape in difficoltà, ma non sempre siamo sicuri sul da farsi per aiutarla. Ecco qualche consiglio pratico!

Se trovi un’ape in piscina o in una pozza d’acqua:

Tirala fuori delicatamente, puoi usare le mani o aiutarti con una foglia, ma fai attenzione a non farla sentire costretta (non chiudere il pugno o toccarle le ali), cosi non ti pungerà.
Mettila in una zona soleggiata, cosicché possa asciugarsi. Evita però un luogo estremamente caldo come per esempio potrebbe essere l’asfalto o un oggetto di metallo. Prediligi il prato o una siepe.
Se l’ape è stata molto in acqua, probabilmente non ha la forza di volare. Per ridarle energie prepara una soluzione di acqua e zucchero o ancora meglio una goccia di sciroppo d’acero, mettila vicino all’ape (ma attenzione a non inondarla!). Dopo che ne avrà bevuto un po’ sarà pronta per riprendere il volo!

Se trovi un’ape indebolita dal freddo:

Se l’ape non si muove quando ti avvicini, significa che è troppo debole per volare. Raccoglila con delicatezza e portala al chiuso al caldo. Mettila in una scatola o in un contenitore, meglio chiuderla in una stanza per evitare che, riprendendosi voli per la casa.
Prepara la mistura di acqua e zucchero o lo sciroppo d’acero e mettine un po’ a disposizione dell’ape.
Monitora per qualche ora/per una notte, e quando l’ape appare in forze, mettila con la sua scatola all’esterno, durante il giorno e possibilmente scegliendo un orario soleggiato. Se si sarà ripresa, volerà via.


Se trovi un’ape con le ali rotte:

Purtroppo un’ape con una o entrambe le ali spezzate non può vivere a lungo. Questo non ci vieta però di regalarle ancora qualche giorno di vita!
Raccoglila delicatamente e mettila in una scatola o contenitore, possibilmente all’aperto.
Metti nella scatola anche qualche fiore appena raccolto, un po’ di terra, qualche goccia di sciroppo d’acero e un po’ d’acqua.
Mantieni questo habitat fintato che l’ape può restare con te.

Come aiutare le api, sempre:

Pianta nel tuo giardino/terrazzo piante come lavanda, girasole, rosmarino, calendula, timo…
Lascia fuori una ciotola d’acqua fresca con delle biglie al suo interno. In questo modo le api potranno abbeverarsi senza rischiare di finire in acqua.
Se trovi un alveare in giardino che può essere pericoloso, non provare a toglierlo e non chiamare la disinfestazione. Cerca un servizio di rilocazione di api. Se l’alveare non si trova in una zona troppo “pericolosa”, lascialo semplicemente dov’è. Resterà solamente per una stagione!

Nessun essere vivente è troppo piccolo per essere aiutato!


Bloccato il regolamento per aiutare i cavalli delle botticelle

Roma: i cavalli restano nel centro storico di Roma

A Roma sembrava una mezza vittoria, quella di spostare i cavalli delle botticelle dal centro storico di Roma alle ville storiche come Villa Borghese e Villa Pamphilj. Solo mezza perché, la vera vittoria sarebbe quella di vedere i cavalli definitivamente liberi da questa tortura, e vedere le persone usare le proprie gambe.

Eppure niente, secondo i giudici non si sono offerte delle adeguate misure e aiuti finanziari per gli operatori delle botticelle al fine di adeguarsi al nuovo cambiamento.

Così, in un’estate che si preannuncia caldissima, a rimetterci sono ancora una volta questi poveri animali che dovranno fare i conti con l’asfalto rovente ed il chiasso e lo smog del traffico per portare in giro turisti pigri.

L’egoismo dell’uomo ha, ancora una volta, la meglio. Quanti altri cavalli vogliamo vedere stramazzare a terra?


USA: stop al commercio di pinne di squalo

Il Senato americano passa una legge per vietare il commercio di pinne di squalo su territorio US

Pochi giorni fa al Senato degli Stati Uniti è passata una legge che mira alla proibizione del commercio di pinne di squalo e di prodotti che le contengano, su tutto il territorio Americano.
La proposta di legge ora deve venire approvata dalla House of Representatives per diventare effettiva.

Sarebbe un bel passo in avanti considerato che gli Stati Uniti ad oggi è un importante importare di questo prodotto. Infatti, negli USA è vietata l’attività del cosiddetto “finning” cosi come il possesso di pinne di squalo a bordo di una nave, ma ad oggi non se ne vieta il commercio.

Lo “shark finning” è una pratica tra le più disumane, in cui si tira a bordo il povero squalo, gli si recidono le pinne (va da se, senza nessuna forma di anestetico) e poi viene ributtato in mare. Senza pinne, lo squalo va a fondo, dove morirà di stenti.

Questa pratica, ed il commercio dei suoi prodotti deve essere vietata ovunque nel mondo, perché oltre ad essere una barbarie, contribuisce anche all’estinzione di questo animale che è tra i più antichi del mondo.

Questa notizia è un passo nella giusta direzione, che speriamo possa essere preso d’esempio da altri.


EU: stop alle gabbie negli allevamenti

Il Parlamento Europeo ha votato: basta agli animali allevati in gabbia

Il Parlamento Europeo ha votato per bannare l‘utilizzo delle gabbie negli allevamenti, e per vietare contestualmente sul suo territorio l’importazione e la vendita di prodotti provenienti da animali allevati in gabbia. Il tutto entro il 2027.

Il prossimo passo è l’approvazione da parte della Commissione Europea.

Questo significherebbe la fine di una vita confinata per migliaia di galline, maiali, oche, vitelli etc…

Non si tratta, chiaramente, di una vittoria finale, ma sicuramente di un grande passo nella giusta direzione. Speriamo che questo voto rappresenti anche una maggiore sensibilizzazione da parte di chi governa, che finalmente possa aprire gli occhi su un’industria crudele che dev’essere fermata.

Speriamo di vedere presto un mondo senza sfruttamento animale, in cui non solo vengono abolite le gabbie, ma anche gli allevamenti!
#dreambig


L’uccisione del Gorilla Harambe

Qualche giorno fa si ricordava la tragica uccisione del Gorilla Harambe, vittima dei capricci dell’uomo che vede gli altri animali come fonti di intrattenimento.

Il Gorilla Harambe nacque in cattività, in uno zoo Texano, per poi essere spostato nello zoo di Cincinnati che sarà, anni dopo, il teatro del triste “incidente” che andiamo a raccontare.

Nel Maggio del 2016, un bambino di tre anni, portato dai genitori in visita allo zoo, superò il recinto dei gorilla, finendo con una caduta di circa 4 metri in un fossato all’interno della zona abitata da questi primati.
Nonostante i funzionari dello zoo fossero riusciti a far allontanare due femmine dal malcapitato, Harambe era troppo incuriosito dal bambino e lo raggiunse, prelevandolo. 
Vista la forza del gorilla, e lo stress a cui lo stesso era sottoposto, un po’ per l’eccitazione del momento e un po’ per le urla dei visitatori che assistevano alla scena, si iniziò a temere per la vita del bambino.

La decisione presa dallo zoo fu quella di fucilare Harambe, con un solo colpo letale.

Le reazioni in tutto il mondo (un video dell’accaduto fu caricato su Youtube) furono di rabbia e protesta per la decisione presa dallo zoo.

L’uccisione di Harambe dette origine a dibattiti per una “miglior sicurezza negli zoo”, al fine di evitare altri tragici incidenti di questo tipo.
Noi crediamo che non sia una questione di “miglior sicurezza”, ma che debba essere messa in discussione l’esistenza stessa di queste strutture. 

Nonostante alcuni parchi zoologici millantino degli sforzi per la conservazione degli animali, sono più unici che rari i casi di reinserimento in natura, avvenimento che per altro ha un’alta probabilità di fallimento in quanto un animale cresciuto in cattività, difficilmente riesce a sopravvivere in habitat naturale. 

Anche negli zoo più accorti, l’animale si trova pur sempre in cattività. Confinato in uno spazio allo scopo di intrattenere i visitatori o essere studiato nei suoi comportamenti. Gli studi comportamentali, tra l’altro, si sono rivelati ben meno utili di quanto si credesse, perché l’animale in cattività non si comporta come l’animale libero.

Ci sono poi alcuni zoo, quelli peggiori, che vedono l’animale come puro elemento lucrativo. In alcuni ambienti infatti, è risaputo che gli zoo vendano gli esemplari più vecchi e meno “belli” a ranch di caccia o altre strutture in cui l’animale fa decisamente una brutta fine.  

Seppur molte strutture zoologiche si impegnino per dare ai loro “ospiti” una vita dignitosa, invitiamo a non sostenere queste realtà che tengono prigionieri degli animali, nati per essere liberi. 

Ma se gli zoo chiudono, gli animali dove vanno? Esistono numerosi santuari, sparsi nel mondo, specializzati nell’ospitare diverse specie animali, che esistono apposta per dare rifugio agli esemplari che non possono essere reinseriti in natura. Degli ambienti in cui gli animali hanno un enorme spazio a disposizione, in cui vengono lasciati liberi senza dover sentire gli schiamazzi dei visitatori che pagano per vedere un animale in gabbia. 


Sai cosa sono le blood farms?

Luoghi dove le cavalle vengono artificialmente ingravidate e fatte abortire. Perché? Il loro sangue viene utilizzato dell’industria dell’allevamento europeo.

La maggior parte di queste “fattorie” sembra trovarsi in Argentina e Uruguay, ma vengono fortemente finanziate dall’industria farmaceutica Europea.

Migliaia di cavalle, tenute in condizioni indecenti, che vengono continuamente ingravidate forzosamente e fatte abortire. Durante il tempo della gravidanza, gli viene perforata la giugulare, e tramite un ago gli vengono prelevati fino a 10 litri di sangue alla volta.

Perché? Il loro sangue, ricco dell’ormone PSMG a causa della gravidanza, il quale viene estratto ed è un prodotto ambito dalle case farmaceutiche Europee che lo impiegano nell’allevamento di altri animali “da reddito”, al fine di aumentarne la fertilità.

Queste povere cavalle vivono delle vite d’orrore, costantemente sfruttate. Solitamente muoiono d’anemia o di complicazioni dovute agli aborti, o vengono mandate al macello se diventano sterili.

Ecco due petizioni da firmare per aiutare a fermare questo abominio:

http://chng.it/z6GYVMj4yx
https://secure.avaaz.org/campaign/en/horse_blood_loc/?knUMsgb


UK: gli animali, esseri senzienti

Negli UK proposta una legge che, se confermata, sarà storica: agli animali verrebbe legalmente riconosciuto lo status di essere senziente

Gli animali sarebbero ufficialmente, e soprattutto legalmente, riconosciuti come esseri senzienti negli UK. Questo significa che verrebbe istituito un comitato il cui compito sarebbe quello di prendere in considerazione il fatto che anche loro provano paura, dolore, gioia, attaccamento ai loro simili, etc, ogni qual volta si prendessero provvedimenti politici o legali che riguardano gli animali.

La sola proposta di questo provvedimento è un gigante passo in avanti, infatti ad oggi godono di questo status solamente i più “comuni” animali domestici come cani e gatti.
Purtroppo in Italia (e nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo) la situazione è ancora tale per la quale tutti gli animali, al di fuori dei domestici, non vengono riconosciuti come esseri senzienti.

Questo tipo di provvedimento è la base per un cambiamento sostanziale, perché un cambiamento politico e legislativo è essenziale per vincere la battaglia per la salvaguardia dei diritti per gli animali.

Ci congratuliamo con gli UK per questo proposta, che speriamo si concretizzerà. Il Regno Unito si dimostra sempre un passo avanti agli altri in merito a queste tematiche e speriamo che possa presto essere preso d’esempio dagli altri paesi.


Burger King senza carne: prima prova in Germania

Accade a Colonia, in Germania: dal 7 Giugno una location di Burger King offrirà solo prodotti vegetariani, in cui la carne verrà sostituita dalle alternative 100% vegetali di “The Vegetarian Butcher”.

Dal mondo dei fast food i segnali positivi non mancano, sono sempre di più infatti le opzioni vegani o gli esperimenti temporanei (vedi KFC di Atlanta che ha servito solo pollo vegano per un periodo limitato di tempo – andando subito in sold out -), ma questo è sicuramente un passo in più.

Proprio in questi giorni gli attivisti di Animal Rebellion stanno attaccando i centri di distribuzione di McDonald in Inghilterra chiedendo che il famoso fast-food passi ad un menù 100% plant-based.
Nonostante sia un obiettivo a dir poco ambizioso, sosteniamo queste iniziative e crediamo che siano solo il punto di partenza verso un sistema alimentare più sostenibile e più compassionevole.


In grecia non macelleranno più i cavalli

I cavalli sono considerati in Europa “animale da reddito”, ovvero alla stregua di bovini e suini possono essere macellati per la produzione di cibo, pellame ed altro.

La Grecia, prendendo una decisione storica, ha inserito questo animale tra gli animali “da compagnia”, in cui già erano presenti cani e gatti. La decisione, storica, è stata presa grazie al lavoro di due organizzazione per la tutela dei diritti animali (Pan-Hellenic Animal Welfare Federation ed Ippothesis) che hanno lavorato instancabilmente per raggiungere questo importante traguardo.

Nonostante ci siano state delle proposte di legge simili, in Italia il cavallo rimane da reddito, e quindi atto ad essere macellato.

Speriamo che questo esempio greco possa essere presto seguito da tutta l’Europa e che possa essere solo l’inizio di un’era in cui tutti gli animali, mucche e polli inclusi, possano vedersi riconosciuto il diritto alla vita.