Il pollaio in cortile

Ma se vengono dalle galline del pollaio, posso mangiare le uova?

La risposta è no.

Quando si analizzano le implicazioni etiche del consumo di uova, ci si scontra frequentemente con il dubbio che, quando le uova vengono dal pollaio nel cortile di qualcuno che conosci, non può esserci niente di male! dopotutto si ha la certezza che gli animali siano liberi e trattati bene.

Quindi, perché no?

1 – Dove si comprano le galline?

Gli animali vengono di norma acquistati da un allevatore, che alleva, appunto, e vende galline. L’allevatore sa che venderà molte più femmine che maschi, perché l’interesse dei suoi clienti è di avere una piccola produzione di uova.
Questo significa, che anche in questi allevamenti come in quelli per la produzione industriale di uova, i pulcini maschi devono essere eliminati perché non redditizi.

2 – La produzione di uova

Prima della selezione genetica, una gallina avrebbe prodotto circa 10-15 uova all’anno. A causa dell’appetito dell’uomo, le galline sono state geneticamente selezionate perché arrivassero a produrne tra le 250 e le 300 all’anno.
Deporre un uovo richiede l’utilizzo di una grossissima parte dei nutrienti dell’animale, soprattutto di calcio. Con una produzione cosi spropositata, le galline di oggi sono sempre in deficit di nutrienti essenziali, il che risulta in deformazioni e fratture ossee.
È per questo che, se lasciate libere di farlo, le galline mangiano le loro stesse uova non fecondate al fine di recuperare i nutrienti persi.
Le galline acquistate negli allevamenti, sono anch’esse selezionate per massimizzare la loro produzione di uova, e dunque condannate ai problemi di salute di cui sopra.

3 – E poi che succede?

Le galline diventano vecchie, e per natura la produzione di uova declina.
Che cosa succede a questo punto?
Solitamente, quando un animale non è più produttivo, viene ucciso pere fare la carne, anche in alcuni “pollai” di piccole dimensioni.

4 – Il punto di vista etico

Consumare le uova, indipendentemente dall’allevamento di provenienza della gallina, non fa altro che perpetrare l’idea che l’essere umano può, di diritto, sfruttare gli altri animali per i propri interessi.
Quando la gallina viene considerata come una macchina produttrice di uova, non importa che si trovi in un allevamento intensivo o in un pollaio, viene comunque meno il rispetto per l’essere vivente.

Niente pollaio, quindi.

Ma se ami le galline (e non per i prodotti che possono darti!) puoi sempre salvarne alcune da ogni tipo di allevamento, costruendo un piccolo pollaio-santuario e permettendo loro di finire i propri giorni in libertà e pace.


Le uova di galline felici…

…non esistono

“Io mangio solo uova di galline felici”… ma in che senso?

Se per “galline felici” s’intendono le galline allevate a terra o all’aperto, c’è qualcosa in più da sapere.

Nonostante le galline non siano in gabbia, nella maggioranza dei casi, vivono comunque in condizioni di sovraffollamento e sporcizia, che causano sofferenza all’animale come testimoniano le galline senza piume, le malattie ed i casi di cannibalismo.

Per le galline allevate a terra, le regole imposte dalla legge per la “salvaguardia” degli animali, dicono che non ci devono essere più di 9 galline per metro quadrato, il che rappresenta già di per se una situazione di sovraffollamento.

Per le galline allevate all’aperto invece, la regola vuole che ci sia uno spazio esterno di 10’000 metri quadri ogni 2500 galline, ma non esiste nessuna regola a proposito di quanto tempo le galline debbano passare all’aria aperta. Inoltre, secondo alcuni regolamenti, basta un “buco” nel muro del capannone attraverso il quale gli animali possano uscire, per ricevere la consacrazione ad “allevamento all’aperto”, nonostante le condizioni degli spazi interni rendano quel buco, di fatto, inutilizzabile da gran parte degli animali.

Inoltre, spesso, gli animali sono sottoposti a pratiche terribili, come la modifica dell’alternanza di luce e buio al fine di aumentare la produzione di uova, con conseguenza gravi problemi fisici e psicologici.
Tra l’altro, grazie a indagini sotto copertura come quelle di essere animali o animal equality, sappiamo che in questi allevamenti le galline sono comunque vittime di maltrattamenti: calciate, uccise a bastonate o lasciate morire in agonia se malate.
Oltre a tutto ciò, una volta diminuita la loro capacità produttiva, verranno mandate al macello, proprio come gli animali provenienti dagli allevamenti intensivi.

Il fatto che non siano in gabbia, non fa di loro galline felici.
Non bisogna mai dimenticare che il primo obiettivo di un’attività che produce uova è massimizzare i profitti, non il benessere degli animali.

Per chi pensa che le galline felici siano invece quelle del “pollaio nel cortile”, questo articolo può essere interessante.

La produzione di uova non è altro che una delle molte facce dello sfruttamento animale, che siano in galline in gabbia o meno: non c’è un “modo migliore” di sfruttare un animale.